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domenica 21 luglio 2013

TRAVAGLIO A DOMICILIO

Quando la gravidanza ha avuto un decorso fisiologico è possibile trascorrere una buona parte del travaglio nella propria casa, che rappresenta il luogo in cui si ha il minor grado di disturbo e dove si è veramente protagonisti con il sostegno di un ostetrica. A casa si può essere se stesse e ci si può più facilmente lasciar andare senza freni inibitori. Risulta più facile superare il dolore delle contrazioni e adottare qualsiasi posizione preferita.

A prescindere dal luogo in cui si partorisce, il posto migliore per il travaglio sarebbe la propria casa.

Il momento dello spostamento in ospedale dipenderà molto dalla volontà della donna:
NON DESIDERI L’ANALGESIA? Si potrà restare a casa fino ad una dilatazione quasi completa! L’ostetrica ti aiuterà ad alleviare i dolori delle contrazioni con massaggi, rimedi naturali e posizioni adeguate al momento.
DESIDERI L’EPIDURALE? Resterai a casa durante i prodromi e l’ostetrica ti sosterrà durante l’attesa del travaglio attivo.

Se lo desideri, l’ostetrica resterà al tuo fianco in ospedale, sostenendoti fino al periodo espulsivo. Ti aiuterà ad effettuare spinte efficaci, a rilassarti durante le contrazioni e respirare in maniera corretta per l’ossigenazione del bambino.
Dopo la nascita favorirà l’attaccamento precoce ed il primo allattamento.
Resterà poi in ospedale finché la neomamma non viene accompagnata nella sua camera in reparto.
Ovviamente, il rapporto continua dopo la dimissione dall’ospedale. 


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domenica 30 settembre 2012

COME SI CAMBIA IN GRAVIDANZA

1. SISTEMA RIPRODUTTIVO
UTERO: per assicurare l'ambiente adatto allo sviluppo e alla crescita del feto, l'utero si modifica; crescendo esercita una forte pressione sugli altri organi pelvici.
VAGINA E MAMMELLE: i tessuti della vagina acquisiscono maggiore elasticità per consentire la giusta dilatazione durante il parto. La secrezione vaginale aumenta e assume l'aspetto di un fluido biancastro e vischioso.
Il seno può aumentare di volume già nelle prime settimane. L'areola si presenta iperpigmentata, la cute attorno ad essa diventa più scura, i capezzoli diventano più turgidi e possono essere dolenti. L'ormone prolattina stimola la produzione di colostro già dalle prime settimane di gestazione.

2. SISTEMA CARDIOVASCOLARE
VOLUME EMATICO: volume plasmatico e massa cellulare sanguigna aumentano per fornire la maggior quantità di ossigeno richiesta dai tessuti materni e placentari.
L'aumento del volume plasmatico è maggiore di quello delle cellule ematiche e si verifica una diminuzione dei livelli della parte corpuscolata e dell'emoglobina (anemia fisiologica in gravidanza). I globuli bianchi e i fattori della coagulazione aumentano (riduzione del tempo di coagulazione), con un effetto protettivo nei riguardi delle emorragie.
CUORE, FREQUENZA CARDIACA, PRESSIONE SANGUIGNA: il cuore lavora di più per soddisfare anche i bisogni del feto. Per questo cresce in grandezza e la frequenza cardiaca aumenta di 10-15 battiti al minuto. A partire dal II trimestre si può verificare una diminuzione della pressione sanguigna, che può causare senso di svenimento. Nell'ultima fase della gravidanza è consigliabile evitare la posizione supina: l'utero comprime la vena cava e può provocare un abbassamento della pressione.

3. SISTEMA GASTROINTESTINALE
VARIAZIONI DELL'APPETITO: già dal primo trimestre si può manifestare un aumento dell'appetito e del senso di sete. È molto comune l'insorgere di una forte predilezione o avversione per alcuni cibi, bevande o particolari odori, fenomeno che poi si attenua e scompare dopo il parto.
DISTURBI GASTROINTESTINALI: il rallentamento dello svuotamento gastrico e intestinale per massimizzare l'assorbimento di nutrienti è responsabile di disturbi come difficoltà digestiva, bruciore gastrico, nausea e stitichezza.

4. SISTEMA RENALE
A livello dell'apparato urinario si ha una riduzione del tono uretrale e vescicale. La vescica è spinta anteriormente e in alto per effetto della compressione uterina. Alcuni dei disturbi più frequenti sono l'aumento della frequenza minzionale e l'incremento del rischio di infezioni urinarie.

5. SISTEMA NERVOSO
I sentimenti come l'amore e la paura vengono sollecitati costantemente, anche se in misura variabile, secondo le circostanze esterne e la personalità della donna. I primi tre mesi sono caratterizzati da una considerevole labilità emozionale, alla quale può associarsi un certo grado di ansia.
Il secondo trimestre è caratterizzato da una stabilizzazione emozionale: la donna dimostra fiducia in se stessa e notevole attivismo, di solito orientato verso i preparativi per il nascituro.
Nel terzo trimestre compare spesso un certo grado di apatia, svogliatezza e affaticamento: la donna tende nuovamente a fare maggior affidamento sul marito o sui familiari nello svolgimento delle varie incombenze domestiche e nel prendere decisioni. Nelle ultime settimane, talvolta, ricompare l'ansia, soprattutto nei confronti del parto.

6. MODIFICAZIONI DERMATOLOGICHE

IPERPIGMENTAZIONE CUTANEA: le donne si abbronzano più facilmente a causa dell'aumentata attività dell'ormone che stimola la melanina. Alcune sviluppano macchie a chiazze sul volto, il cosiddetto cloasma gravidico. Molte notano una linea pigmentata che va dal pube all'ombelico (linea nigra). Anche l'areola e il perineo assumono una colorazione più scura.
SMAGLIATURE: aumentando le dimensioni dell'utero, si verifica lo stiramento dello strato di collagene della cute, soprattutto a livello mammario e addominale. Nelle aree di massimo stiramento possono comparire le smagliature. SUDORAZIONE: la temperatura corporea aumenta di circa 0,5°C. Spesso le donne sudano di più e sentono più caldo.

7. MODIFICAZIONI SCHELETRICHE
Per compensare i cambiamenti del centro di gravità, la postura si può alterare. L'utero gravido spinge in avanti il corpo e la donna, per bilanciarsi, si inclina posteriormente esagerando la curvatura lombare. È probabile che compaiano dolori di schiena.

8. SISTEMA RESPIRATORIO
Verso la ventesima settimana, la respirazione è resa più difficile, perchè l'utero spinge in alto il diaframma provocando un aumento della profondità degli singoli atti. Negli ultimi mesi di gravidanza sono più frequenti fenomeni di dispnea ( difficoltà a respirare), soprattutto sotto sforzo (per esempio nel salire le scale).
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domenica 2 settembre 2012

PRESENTAZIONE PODALICA E MOXA

Durante la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo mese in poi; la presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel 3-5% delle gravidanze e, di norma, è considerata indicazione al taglio cesareo.
Quando il rivolgimento del feto non avviene naturalmente si può utilizzare la tecnica del riscaldamento dei punti BL 67 (all’angolo esterno dell’unghia del quinto dito del piede) con la moxa su entrambi i piedi per 15 minuti una volta al giorno per 10 giorni totali.
Inizialmente si pratica per 5 giorni, poi si aspetta qualche giorno, si esegue un monitoraggio ecografico della posizione del feto e poi, se la posizione non si è corretta si ripete il trattamento per altri 5 giorni, se di nuovo non si è corretta si fa un ultimo tentativo per altri 5 giorni.
La trentacinquesima settimana di gestazione è il momento ottimale per eseguire la tecnica e avere un’alta percentuale di successi.  
La moxa stimola un aumento della motilità fetale ed è grazie a questa che si ha il riposizionamento corretto. 
Si può istruire il marito o il compagno a praticare tale tecnica che è molto semplice, ma si consiglia di effettuare almeno la prima seduta con un esperto. 
La casistica è molto favorevole, dal 70 al 90% di successo. L’efficacia maggiore è da considerarsi fra la trentaduesima e la trentasettesima settimana di gestazione. 
Le controindicazioni al trattamento sono: diabete, gravidanza plurima, febbre superiore a 38°C e grave ipertensione arteriosa. 

La moxa è principalmente composta da un’erba, l’Artemisia vulgaris, che può essere usata sotto forma di sigaro. Questo viene acceso, avvicinato al punto, e non appena la gestante avverte il calore, viene allontanato per un po’ per poi ritornare sul punto stesso. 
La posizione della gestante per una miglior riuscita della terapia è supina, con un cuscino sotto la testa e due o tre sotto le anche e fino alle ginocchia. 
E’ consigliabile alla gravida massaggiarsi la pancia in senso orario o antiorario, comunque sempre nello stesso verso perché il feto tenderà a girarsi nella direzione in cui è praticato il massaggio. 
Dopo il trattamento sarebbe opportuno mantenere i piedi caldi, camminare un po’ e non bere bevande fredde fino al giorno successivo.
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giovedì 5 aprile 2012

LA NUTRIZIONE DURANTE LA GRAVIDANZA

Durante la gravidanza e l’allattamento si verificano mutamenti fisiologici nell’organismo della donna, per soddisfare le esigenze del feto, prepararsi al successivo periodo di allattamento ed infine per la secrezione lattea.
Tutte queste condizioni inducono nuove richieste nutrizionali.

I MUTAMENTI FISIOLOGICI

1. SISTEMA ENDOCRINO
Aumenta la concentrazione ematica di estrogeni e progesterone: gli estrogeni modificano il metabolismo, aumentano il turnover delle ossa materne, stimolano la secrezione di prolattina che dà inizio e mantiene la produzione di latte. Il progesterone, invece, rilascia la muscolatura liscia del tratto gastrointestinale e dell’utero, favorisce la respirazione materna, promuove lo sviluppo della ghiandola mammaria e inibisce la secrezione di latte durante la gravidanza.
Tutti gli ormoni secreti contribuiscono ad aumentare la resistenza delle cellule pancreatiche all’insulina in modo da ridurre l’accumulo di glucosio nei tessuti e favorire il flusso verso il feto.
Inoltre, la concentrazione di molti nutrienti è inferiore durante la gravidanza, a causa dell’”emodiluizione”, infatti il volume del plasma Aumenta di circa il 50% entro il termine della gravidanza, mentre I globuli rossi aumentano soltanto del 15-20% (“emodiluizione”)

2. APPARATO RENALE
Il flusso di plasma a livello renale aumenta del 75% e la filtrazione glomerulare aumenta del 50%, quindi aumenta la secrezione di glucosio, amminoacidi, iodio e vitamine idrosolubili con l’urina

3. APPORTO ENERGETICO
L’aumentata richiesta di energia è dovuta all’aumentato metabolismo a riposo (il metabolismo basale aumenta del 20% nel terzo trimestre), costruzione di nuovo tessuto ed aumentata massa corporea (l’aumento di peso al termine è di circa 8-10Kg)

RICHIESTE NUTRIZIONALI IN GRAVIDANZA

A) ENERGIA: in gravidanza il fabbisogno di energia aumenta di circa 300 kcal/die, in relazione al peso pre-gravidanza (365 se sottopeso, 300 se normopeso, 200 se sovrappeso)

B) ACQUA E FIBRE: sono importanti per gli equilibri idrosalini e per la depurazione dell’organismo ed utili anche per il controllo dell’organismo. In gravidanza aumentano le necessità di acqua, per soddisfare il fabbisogno del feto e per il liquido amniotico.

C) NUTRIENTI:
- PROTEINE: il fabbisogno di proteine (animali e vegetali) aumenta, per consentire un corretto sviluppo del feto. Si raccomanda un’assunzione giornaliera media di 60g.
- LIPIDI: in gravidanza occorrono 70-80 g/die di lipidi (meglio se vegetali), anche se nei paesi industrializzati tale quota è spesso superata.
- CARBOIDRATI: in gravidanza valgono le stesse raccomandazioni per la dieta di un individuo adulto, quindi almeno il 55% del fabbisogno energetico deve essere fornito dai carboidrati ed è meglio prediligere i carboidrati complessi (pane e pasta) a quelli semplici (zuccheri).
- VITAMINE E MINERALI: Sono micronutrienti essenziali che vanno assunti con la dieta poiché l’organismo non è in grado di sintetizzarli e sono indispensabili per un corretto sviluppo del feto.
Il FLUORO ha un’azione anticarie: rinforza lo smalto dentale, favorisce la remineralizzazione ed ha un effetto antimicrobico
Il FERRO: il suo fabbisogno aumenta in gravidanza di quasi 15mg e tale richiesta non è facilmente soddisfatta dalla dieta, per cui se ne consiglia spesso un supplemento.
L’ACIDO FOLICO: in gravidanza aumenta la richiesta materna perché aumenta l’eritropoiesi e si aggiunge la richiesta fetale; infatti è indispensabile per la formazione del tubo neurale ed i tessuti in accrescimento (in particolare le cellule del sistema nervoso) necessitano di più acido folico.
La carenza di folati nel primo trimestre di gravidanza è collegata a malformazioni neonatali (spina bifida).
La VITAMINA B12 è importante, in associazione all’acido folico, nella prevenzione di alcune forme di anemia e per lo sviluppo del sistema nervoso.
Le diete strettamente vegetariane sono ad alto rischio di deficienza di vitamina B12.
MAGNESIO e POTASSIO sono importanti per l’equilibrio idrosalino e nei processi elettrochimici cellulari. Aiutano a prevenire i crampi muscolari, disturbo frequente in gravidanza.
VITAMINA D e CALCIO: la vitamina D viene sintetizzata dalla cute durante l’esposizione alla luce solare e facilita l’assorbimento del Calcio, contribuendo alla corretta formazione dello scheletro fetale.
In gravidanza aumenta il fabbisogno di vitamina D, per l’aumentata utilizzazione di calcio e fosfati nella mineralizzazione dello scheletro in crescita del feto.
Numerosi studi hanno dimostrato che si possono avere stati carenziali a carico non solo della madre ma anche del nascituro per una insufficiente esposizione al sole, specialmente in inverno e nel terzo trimestre di gravidanza.
La VITAMINA A è importante per lo sviluppo del feto (promuove crescita e differenziazione cellulare), per la costituzione delle sue riserve e per la crescita dei tessuti materni. Dosi eccessive aumentano il rischio di patologie congenite (difetti al sistema cardiovascolare e al SNC).
In gravidanza è quindi preferibile integrare con betacarotene, precursore non teratogeno della Vitamina A, in quanto non causa ipervitaminosi A.
La VITAMINA C è importante soprattutto per l’assorbimento del ferro e la sintesi del collagene.
In gravidanza il fabbisogno di Vitamina C aumenta e la dieta spesso non apporta tutta la Vitamina C necessaria.
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martedì 31 gennaio 2012

PREPARARE LA VALIGIA

Generalmente la valigia per l’ospedale andrebbe preparata all’inizio del settimo mese anche se spesso per scaramanzia si cerca sempre di rimandare. E’ importante però prepararsi almeno una lista delle cose importanti, di modo che in caso di necessità qualcun altro, come la mamma o il marito, possa prepararla al posto della gestante.
E’ importante limitare la scelta alle cose davvero necessarie, che seppur con qualche piccolo cambiamento per ogni ospedale, sono quelle riportate di seguito:
- I DOCUMENTI: cartella clinica ostetrica contenente tutti gli esami e le ecografie eseguite durante la gravidanza; eventuale visita anestesiologica per analgesia epidurale; documenti per la raccolta/donazione delle cellule staminali; tessera sanitaria e carta d’identità.
- ABBIGLIAMENTO: camicie da notte preferibilmente aperte davanti, golfino/vestaglia, pantofole, reggiseno per allattamento, mutandine a rete e slip comodi per il post-partum; un ricambio per la dimissione

- TOILETTE: asciugamano, detergente intimo, spazzolino, dentifricio, bagnoschiuma, shampoo, deodorante, spazzola, elastici, ciabattine di plastica, spugna
- BAMBINO: spesso le ostetriche preferiscono 4/5 cambi di body e maglie aperte dietro in cotone a manica lunga (piuttosto che tutine intere), calzini ed un cambio per la dimissione. Se si vuole (non sono necessari) si può portare anche il camicino portafortuna, scarpine, berretto e sciarpina a seconda della stagione.
- ACCESSORI: cellulare e caricabatterie ed eventualmente macchina fotografica e telecamera.
Solitamente non è necessario portare assorbenti, garze o pannolini perché vengono forniti dall’ospedale.

E’ sconsigliato l’utilizzo di pancere dopo il parto perché limita il lavoro degli addominali e di conseguenza fa rilassare i tessuti dell’addome.
Infine non è necessario il ciuccio, soprattutto nei primi giorni dopo il parto, durante i quali il bambino deve imparare ad attaccarsi correttamente al seno e può essere confuso dal diverso tipo di suzione che adotta con il ciuccio.
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sabato 28 gennaio 2012

IL BAMBINO PODALICO

La presentazione podalica rappresenta una delle indicazioni più frequenti al taglio cesareo programmato, in quanto questa condizione espone il feto ad un rischio più elevato di traumatismi ed un aumento della mortalità se il parto avviene per via vaginale.
Tuttavia, il taglio cesareo è un intervento chirurgico ed espone la madre ad un rischio anestesiologico ed al rischio di complicanze nel post intervento. Inoltre il tempo di “recupero” dopo un intervento chirurgico addominale è più lungo rispetto al post-partum di chi ha partorito per via vaginale.
Per tutti questi motivi, alla donna con feto podalico si può proporre il rivolgimento per manovre esterne , che consiste nel far fare al feto una “capriola” per farlo mettere il posizione cefalica, al fine di espletare il parto per via vaginale, al momento in cui, successivamente, insorgerà il travaglio spontaneo.

Il rivolgimento può essere eseguito intorno alle 36-37 settimane, perché a quest’epoca di gravidanza la presentazione è quasi sempre definitiva, per cui le possibilità che il feto assuma spontaneamente la posizione cefalica prima del parto sono molto scarse.
La procedura è la seguente: viene somministrato un farmaco tocolitico (cioè che blocca l’insorgenza di attività contrattile). Si esegue un controllo ecografico per confermare la presentazione podalica, l’accrescimento, la posizione placentare e la quantità di liquido amniotico. Si esegue, poi, un tracciato cardiotocografico per confermare il benessere fetale. A questo punto, in assenza di controindicazioni, il medico sotto guida ecografica cercherà di imprimere al feto un movimento che lo farà girare.
Dopo il rivolgimento si conferma il benessere fetale con cardiotocografia.
La percentuale di successo del rivolgimento è intorno al 75%.
Il successo del rivolgimento, ovviamente, non garantisce che il parto avvenga per via vaginale in quanto potrebbero insorgere altre condizioni, prima o durante il travaglio, che richiedano l’espletamento del parto tramite taglio cesareo.
Le controindicazione al rivolgimento per manovre esterne sono: placenta anteriore, placenta previa, anidramnios o oligoidramnios (bassa quantità di liquido amniotico), ritardo di crescita, tracciato cardiotocografico non rassicurante o presenza di numerosi fibromi uterini.
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mercoledì 28 dicembre 2011

L'INIZIO DEL TRAVAGLIO

La gravidanza viene considerata a termine tra le 37 e le 42 settimane di gestazione.
Verso la fine della gravidanza si verificano i cosiddetti “prodromi”, i quali fanno capire che si è prossimi all’inizio del travaglio.
Le contrazioni in questa fase non sono dolorose e possono susseguirsi a ripetizione durante certe ore della giornata e poi fermarsi, oppure, essere leggere ma presenti durante tutto il giorno.
Queste contrazioni permettono alla cervice, ovvero al collo dell’utero di maturare cioè di prepararsi per la dilatazione che avviene durante il travaglio.
Si potranno notare delle perdite gelatinose, filanti, perché si iniziando a perdere il tappo mucoso ovvero una sostanza gelatinosa (muco) presente all’interno del collo dell’utero con la funzione di proteggere e isolare il bambino nell’utero durante la gravidanza.

Questa perdita spesso è striata di sangue che può essere rosso scuro, marroncino o rosso brillante dovuto alla rottura dei capillari superficiali del canale cervicale
La perdita di questo tappo può avvenire qualche giorno prima o durante il travaglio stesso, non è un segno certo di inizio del travaglio ma indica comunque che qualcosa sta iniziando.
Durante il periodo prodromico le contrazioni inizieranno ad assumere le caratteristiche di coordinazione e ritmicità e verranno percepite come fastidiose dalla donna.
I tempi del periodo prodromico sono molto variabili da donna a donna e spesso alcune mamme neanche si accorgono di questa prima fase che passa completamente inosservata.
È importante provare a capire in quale fase del travaglio ci si trovi per evitare inutili trasferte in ospedale per poi dover tornare a casa o rimanere in osservazione per valutare se queste contrazioni si interromperanno o se sono già quelle della fase dilatante.
L’ambiente più idoneo per trascorrere questa prima fase è sicuramente l’ambiente di casa se la donna si senta tranquilla e al sicuro.
A volte i prodromi sono mal tollerati e le strategie per ridurre la tensione e la paura possono esser quelle di un bagno caldo, poichè l’acqua calda può ridurre le contrazioni fino a farle fermare del tutto se ancora il travaglio non è attivo.
Un indicatore molto efficace è quello dell’attenzione: se la contrazione è dolorosa e durante la stessa non si riesce a terminare un discorso iniziato, continuare a camminare o seguire un programma televisivo, cioè è necessario fermarsi è riporre tutta l’attenzione esclusivamente alla contrazione, allora è il momento di recarsi in ospedale.
E’ necessario recarsi in ospedale per il ricovero anche nel caso in cui il sacco amniotico si rompa durante il periodo prodromico. Il sacco infatti può rompersi prima del travaglio di parto o durante lo stesso e si percepirà una fuori uscita più o meno abbondante di liquido amniotico chiaro quasi trasparente.
Ricordo infine che durante le ultime settimane di gravidanza i movimenti del bambino diminuiranno a causa della diminuzione del liquido e dello spazio disponibile. E’ quindi importante percepire almeno 9 movimenti nell’arco della giornata ed io consiglio di fare in questo modo: divedete la giornata in 3 parti, mattina, pomeriggio e sera. Al mattino fate attenzione ad almeno 3 movimenti del bambino. Se non li sentite provate a cambiare posizione (è preferibile il fianco sinistro) o bere molta acqua. Dopo aver sentito i 3 movimenti non pensateci più fino al pomeriggio. Fate la stessa cosa anche di sera.
Nel caso in cui i movimenti non venissero avvertiti, o risultassero diminuiti, recatevi in ospedale per un controllo.
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giovedì 22 dicembre 2011

LA DIAGNOSI PRENATALE

Le patologie cromosomiche rappresentano una parte delle anomalie congenite che possono essere indagate durante la gravidanza.
La DIAGNOSI delle patologie cromosomiche fetali è possibile soltanto con un esame invasivo: il prelievo dei villi coriali (villo centesi), di liquido amniotico (amniocentesi), o di sangue cordonale (funicolo centesi).
Le patologie cromosomiche più frequenti sono le anomalie di numero, come la Trisomia 21 (Sindrome di Down), la Trisomia 18 (Sindrome di Edwards) e la Trisomia 13 (Sindrome di Patau).
Attualmente sono disponibili diversi METODI DI SCREENING non invasivi che hanno lo scopo di calcolare la PROBABILITA’ individuale che il feto sia affetto da queste patologie cromosomiche: quello più efficace è il TEST INTEGRATO.

Il test integrato consiste in due prelievi di sangue materno (il primo a 10-12 settimane di gestazione ed il secondo a 15-17 settimane) ed una ecografia ostetrica in cui viene misurato lo spessore della Translucenza Nucale (a 11-13 settimane).
Al secondo prelievo viene dosata anche l’Alfafetoproteina, che da’ informazioni sulla probabilità che il feto sia affetto da alcuni tipi di malformazioni.
Il test integrato ha una sensibilità del 93%.
Altri metodi di screening sono:
- Il tri-test: consiste in un unico prelievo a 15-17 settimane. Ha una sensibilità del 78%.
- La Translucenza Nucale: esame ecografico che consiste nella misurazione di uno spazio situato nella regione posteriore del collo fetale. Ha una sensibilità del 76%.
- Il bi-test: consiste nei 2 prelievi di sangue materno. Ha una sensibilità del 70%
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lunedì 12 dicembre 2011

IL FUMO IN GRAVIDANZA

Smettere di fumare sicuramente non è un problema di lieve entità, ma la forza di volontà e il sostegno della consapevolezza che questo atto sarà di beneficio per il bambino aiuteranno ad abbandonare questa abitudine. Sono attualmente disponibili corsi e incontri con le ostetriche per essere sostenute durante questo percorso, durante i quali verranno attuati dei programmi per la soluzione del problema.
Non abbiate paura di essere giudicate o criticate, ma abbiate la forza ed il coraggio di chiedere aiuto perché la volontà di iniziare questo percorso è già un grande passo verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Che fumare durante la gravidanza sia dannoso è ormai noto da anni e molte donne fumatrici sono a conoscenza delle conseguenze negative che può avere questa pratica sulla fertilità, sulla gravidanza e sul neonato. Per cominciare si ha una riduzione delle possibilità di concepire ed una menopausa precoce di circa 2 anni rispetto alle donne non fumatrici; si ha un aumentato rischio di aborti spontanei, parti prematuri e distacco di placenta. Il vostro bambino ha una probabilità maggiore di presentare basso peso alla nascita, irritabilità, iperattività, maggior eccitabilità e performance intellettive inferiori, oltre all’aumento dell’incidenza di tumori infantili.
Anche esporre il neonato ed il bambino al fumo dei genitori comporta non pochi rischi, con un aumento di malattie acute delle basse vie respiratorie (come l’asma) nei primi anni di vita, broncospasmi, otite media ricorrente, aumentato rischio di morte improvvisa del neonato e alterata maturazione del sistema vegetativo e centrale.
Queste sono solo alcune delle ragioni per le quali la madre non deve fumare durante la gravidanza e l’allattamento (anche il latte materno subisce dei cambiamenti) , ma soprattutto deve sentirsi responsabilizzata a non far fumare nessuno in sua presenza e, dopo la nascita, in presenza del proprio bambino.
Smettere di fumare sicuramente non è un problema di lieve entità, ma la forza di volontà e il sostegno della consapevolezza che questo atto sarà di beneficio per il bambino aiuteranno ad abbandonare questa abitudine. Sono attualmente disponibili corsi e incontri con le ostetriche per essere sostenute durante questo percorso, durante i quali verranno attuati dei programmi per la soluzione del problema.
Non abbiate paura di essere giudicate o criticate, ma abbiate la forza ed il coraggio di chiedere aiuto perché la volontà di iniziare questo percorso è già un grande passo verso il raggiungimento dell’obiettivo.
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martedì 6 dicembre 2011

LA GINNASTICA IN GRAVIDANZA

Il lavoro corporeo in gravidanza rappresenta innanzitutto una occasione per ascoltarsi e ritrovare l’equilibrio, sapendo assecondare le proprie sensazioni e i propri tempi naturali, lasciandosi guidare dal proprio corpo e dalle proprie necessità.
Una corretta attività fisica svolta durante la gravidanza produrrà numerosi vantaggi per la donna e per il suo bambino: controllo del peso corporeo, incremento del tono muscolare e della flessibilità; migliore postura, maggiore efficienza dell'apparato respiratorio e aumentato trasporto d'ossigeno per il feto, migliore funzionamento del sistema cardiocircolatorio, minori gonfiori e minori dolori alla schiena, vantaggi ormonali, preparazione del perineo, oltre a benefici psicologici ed emozionali.


E’ ovviamente indispensabile affidarsi alla competenza di professionisti specializzati, come le ostetriche che organizzano corsi di preparazione al parto.
Durante i corsi si ha l’occasione di incontrare altre donne in gravidanza che condividono la stessa esperienza e si possono condividere ansie, preoccupazioni e conoscenze riguardo le tecniche ed i luoghi del parto.
Oltre alla parte teorica, in cui vengono spiegati gli eventi della gravidanza, del parto e del post-partum, i corsi propongono anche momenti di lavoro sul campo.
Quelli proposti non saranno ovviamente allenamenti pesanti e faticosi ma piuttosto attività "dolci", combinate con strategie di rilassamento e respirazione, tese innanzitutto a migliorare le possibilità di "empowerment" della futura mamma. Una mamma consapevole di sé, del proprio corpo e delle trasformazioni che questo subisce. Una mamma al centro della propria esperienza di maternità.
Le tecniche di respiro ed il massaggio vi aiuteranno a sciogliere il corpo, imparando a conoscerlo e a sentirlo e collaborando attivamente alla nascita del vostro bambino.
Praticare esercizi specifici aiuterà i muscoli e le articolazioni a sciogliersi e ne trarranno beneficio organi interni, colonna vertebrale e respiro. Mentre il corpo si scioglierà, anche la mente si rilasserà e riuscirete a percepire più profondamente l’armonia interiore con il vostro essere e con il vostro bambino.

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